La Comunicazione Non Verbale

 

Giocare con l’anello, pizzicarsi il naso, annodare i capelli su un dito (tipico del sesso femminile), grattarsi la nuca o aggiustarsi un polsino e numerosi altri comportamenti simili sono tutti segnali del corpo appartenenti alla comunicazione non verbale che produciamo senza sosta, in modo quasi interamente automatico e senza intenzione di trasmettere alcunché.

Questo però non significa che i segnali del corpo non vengano colti e non producano effetti. Il processo avviene per lo più al di fuori della nostra consapevolezza.

 

Nelle nostre interazioni quotidiane questo “bailamme” viene di solito ignorato o giudicato senza senso. Eppure, armato di cronografo, il ricercatore Ray Louis Birdwhistell ha constatato che, mediamente, in una giornata non parliamo per più di dieci, dodici minuti e che una frase media non dura più di dieci secondi e mezzo.
Inoltre, sulla base delle sue valutazioni, ha poi stabilito che il 65% delle interazioni da lui esaminate “prendeva la via del corpo” o della comunicazione non verbale.

Insomma, il corpo é proprio un “chiacchierone”, ma parla una lingua che non conosciamo (il cosiddetto linguaggio del corpo) e invia messaggi che spesso travisiamo. Attualmente, psicologi e antropologi hanno identificato e catalogato numerosi segnali non verbali. I principali saranno trattati all’interno di questa miniguida.

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